L'azione del Comitato Verità e Vita di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Udine perché accertasse se nella condotta di coloro che avevano portato a morte Eluana Englaro con l'applicazione del protocollo autorizzato dalla Corte d'Appello di Milano (azione che seguiva ad altre, rimaste per i più sconosciute), era portatrice di una domanda vera e bruciante:
L'uccisione di una disabile in stato di incoscienza per inedia e disidratazione è stata giusta?
La domanda sorge dall'intimo delle nostre coscienze: ed è una domanda che si presenta - proprio perché siamo uomini! - tutte le volte che un uomo viene ucciso: è giusta la morte dei soldati in guerra? è giusta la morte dei civili in guerra? è giusta la pena di morte per criminali efferati? è giusta l'uccisione per legittima difesa del rapinatore da parte del gioielliere? è giusta l'uccisione del bambino nel corpo della madre per risolvere le difficoltà derivanti dalla gravidanza? e così via.
Beh, ci sono persone che scelgono di rispondere a questa domanda con altre domande, del tipo:
"Bene, poniamo il caso (...), si facciano nascere, esseri umani clonati, chimere, ibridi uomo-animale, e che questi individui arrivino allo stadio adulto.Saranno da considerarsi NOSTRI FRATELLI? Che diritti avranno nella comunità umana? Sarà lecito ucciderli? Si dovrà valutare la percentuale di geni umani presenti?"; o ancora:
"Tra gli esclusi, gli emarginati, i rimossi e i soppressi, include anche GLI OMOSESSUALI?";
"Un ibrido uomo-animale (ad esempio uomo-coniglio) è una persona? Un clone è una persona?"
"L'embrione è uno di noi? (Per me lo è solo a partire dai tre mesi circa): prima è un progetto di individuo umano. Uno spermatozoo è uno di noi? (Per me è un preprogramma di un embrione, che dipende da una percentuale aleatoria) Un embrione ibrido uomo-animale è uno di noi? (o bisogna vedere in che percentuali il genoma umano prevale?). "
Altri - o gli stessi - propongono invece in modo esplicito criteri di discriminazione tra gli uomini:
"i sogni REM sono messaggi che il nostro inconscio invia al nostro CONSCIO ... nel cervello umano vi sono zone dedicate alle attività motorie ed emozionali, che abbiamo ereditato dai nostri antenati mammiferi (anche altri animali provano emozioni), e nuove zone specificatamente umane, che si trovano nelle parti più esterne. Come ogni parte di un organismo vivente, se non viene utilizzata per diverso tempo, si atrofizza in modo irreversibile; per cui una cosa sono 20 mesi e un'altra 17 anni. Nel caso di Eluana, la risonanza magnetica aveva stabilito l'inesistenza delle funzioni cerebrali inconsce specificatamente umane, per cui non potevano nemmeno esistere i messaggi (sogni REM) da inviare al CONSCIO"; o ancora:
"Le funzioni motorie, vitali e le emozioni, ad esempio, le condividiamo anche con i molluschi (famosa è la lumaca di mare Aplisya), mentre i sentimenti li condividiamo con alcuni mammiferi più evoluti. Nell'essere umano si sono sviluppate ulteriori funzioni, riguardanti la coscienza estesa e la razionalità, oltre a un inconscio con funzioni superiori, specificatamente umane. In Eluana non era morta l'intera corteccia cervicale, ma solo si era atrofizzata quella parte non usata, che purtroppo era quella che la differenziava dagli altri animali inferiori" e così via.
Colpisce - mi permetto di osservarlo - la volontà di distaccarsi da quell'evento; la cancellazione della lunga vita di Eluana presso le Suore di Lecco, che la curavano e l'accudivano; il non voler parlare di quel suo "rapimento" notturno, dell'improvviso disagio manifestato dalla donna per essersi trovata in un luogo diverso, dal suo spengersi velocemente dopo che cibo e acqua le erano stati tolti (forse aveva percepito che le era stato tolto anche l'amore di chi fino a qualche giorni prima la accudiva?).

Questo non è sentimentalismo: è la realtà che non può essere cancellata, così come Beppino Englaro non poteva cancellare la vita e le parole della figlia prima dell'incidente! Eluana ha continuato a vivere anche dopo l'incidente, fino a quando non è stata fatta morire!
E' giusto?
Non abbiamo certo timore di affrontare questioni filosofiche o scientifiche: ma a coloro che si dilettano a "parlar d'altro", diciamo che non siamo disposti a chiudere gli occhi e a voltarci da un'altra parte.
Giacomo Rocchi