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mercoledì 29 settembre 2010

Parole inutili: Englaro


"Ancora una volta ripetiamo che una legge sul testamento biologico non è necessaria. Esistono già norme di legge che disciplinano alcune questioni di fine vita (...); esistono già le norme del Codice di Deontologia medica che prevedono quanto basta a gestire la complessità delle situazioni di chi si trova - “competente” o “incompetente”- in una fase critica (...).

La lettura dei vari DDL mostra che una legge sul testamento biologico non solo non è necessaria, ma potrebbe addirittura essere dannosa perché: 1) introduce per legge pratiche eutanasiche di tipo omissivo (evidenti nel caso di non attivazione/interruzione di alimentazione-idratazione nei soggetti in stato vegetativo); 2) istiga all'abbandono terapeutico; 3) a livello sociale, indebolisce il rispetto di ogni vita umana, avvilisce le istanze di autentica solidarietà, nega il principio di uguaglianza tra tutti gli uomini (sani e malati; abili e disabili); 4) svuota di significato la relazione medico-paziente che viene spersonalizzata, deresponsabilizzata e burocratizzata; 5) distrugge l'autentico fondamento delle relazioni umane; 6) può essere fonte di abusi"
(Marina Casini, Si alla Vita, Gennaio 2008, pp. 35 e ss.).

Parole pesanti, che fanno riflettere. Parole non certo isolate.

Davvero è sufficiente liquidare la "contesa" tra Comitato Verità e Vita e Movimento per la Vita sul progetto di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento come fa Giuseppe Anzani, nelle sue due lettere apparse su "Il Foglio"? Leggiamole: "Similmente quel Comitato rifiuta in radice ogni discorso sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento, trascurando che dopo il caso Eluana l’assenza di norme protettive della vita è un silenzio che facilita l’arbitrio".

Quindi: il Comitato Verità e Vita scrive un "Manifesto Appello" in cui spiega punto per punto quali sono i vizi del progetto Calabrò, menzionando i vari articoli e spiegando quali saranno i risultati dell'applicazione della legge: proprio quelli che Marina Casini (e con lei molti altri) paventano da anni: questo, per Giuseppe Anzani è "rifiutare in radice ogni discorso ..."; forse sarebbe esatto dire che Anzani rifiuta in radice di leggere e di fare riferimento ad ogni discorso del Comitato Verità e Vita ...

Ma andiamo più a fondo, andiamo alla radice della questione: è vero o no che ogni legge sul testamento biologico altro non è che "forma leggera della legalizzazione dell’eutanasia" (così Lucetta Scaraffia, nell'Introduzione al Primo quaderno di Scienza e Vita, Né accanimento né eutanasia)?

Ed è vero o no che nessuna norma del progetto "Calabrò" è una "norma protettiva della vita"?

Come mai, dr. Anzani, il testo del decreto legge che avrebbe salvato la vita a Eluana Englaro e che Napolitano ingiustamente si rifiutò di firmare, è stato sostituito da una legge che parla d'altro?
Dobbiamo davvero strumentalizzare la morte di quella donna per dare il via libera ad una legge che permetterà l'uccisione di altri soggetti?

Giacomo Rocchi

lunedì 27 settembre 2010

Parole e domande


Dal Dizionario Zingarelli della Lingua Italiana

“Integrismo” (data di nascita del vocabolo: 1973): integralismo (specialmente spregiativo)
“Integralismo” (da: Integrale): tendenza ad attuare in modo integrale, senza compromessi, e talvolta con intolleranza, i principi della propria dottrina o ideologia nella vita politica, economica o sociale
“Integrale” (da: integro): intero, totale
“Integro” (composto da in – (negativo) e tagros, toccare): Che è intero, completo, non avendo subito menomazioni, mutilazioni, danni o simili.
- detto di persone: incorruttibile, probo
- dalla stessa radice, al superlativo: “integerrimo”: particolarmente onesto e incorruttibile

Qualche domanda.
Cosa intendeva Giuseppe Anzani quando, parlando dei “quattro bastiancontrari” che sono usciti dal Movimento per la Vita (e che, errando, fa coincidere con il Comitato Verità e Vita), si riferisce alla “stagione delle estenuanti polemiche interne fra il loro integrismo e la linea del MpV votata dall'Assemblea generale e dal Direttivo nazionale, e tradotta in opere da Casini e dal “popolo della vita”?

Ma soprattutto: come si fa a non essere “integristi” (per usare questa parola che ci viene dagli anni ’70: Anzani, come si sa, odia le parole inutili, ma sceglie le sue con grande cura) quando si tratta di difendere la vita?
E quindi: perché la “linea del MpV tradotta in opere dal popolo della vita” veniva a scontrarsi con quella degli “integristi”?
Si può difendere la vita senza difenderla tutta? Si possono difendere alcune vite e non difenderne altre?
L’approvazione democratica (“la linea votata dall’Assemblea Generale e dal Direttivo nazionale”) è il criterio di giudizio che garantisce dell’integrità della difesa della vita?

E “l’integrista” che vuole attuare in modo integrale la linea della difesa della vita e se ne va, non è, forse, integerrimo?

Giacomo Rocchi

sabato 25 settembre 2010

Giuseppe va alla guerra/1


L'eleganza di Giuseppe Anzani nel definire (nei due articoli apparsi su Il Foglio del 18 e del 23/9) alcuni soci fondatori del Movimento per la Vita "quattro bastiancontrari" che avrebbero "imbeccato" Francesco Agnoli e che, in passato, avrebbero esercitato con "asprezze aggressive" il loro "integrismo" e che attualmente "non demordono", forse perché "soffrono di mancate presidenze"; e, ancora, che "seminano divisone, amarezza e discordia" si commenta da sola.

Traspare, per di più, una concezione della democrazia che - se è lecito ironizzare - mischia insieme Totò e Lenin: "Ora che quelli che non erano d'accordo se ne sono andati, possiamo iniziare a discutere!" (e ovviamente la discussione è "finalmente serena, amicale, solidale" e addirittura "gioiosa"! Lo immaginiamo: uno interviene e tutti dicono: "è vero, hai ragione, bravo!" Chissà se gira lo spumante ...).

Forse è l'eccesso di zelo: avete presente le riserve nelle squadre di calcio scaraventate all'improvviso in campo dall'allenatore? Corrono più che possono, si agitano ... Già, perché è strano che Anzani accusi Agnoli (un giornalista: da querela!) di farsi "imbeccare" e di scrivere quello che gli viene detto da quelli di Verità e Vita (che vogliono addirittura una "rivincita distruttiva"): che qualcuno gli abbia detto: "vai avanti tu"?

Ma scendiamo a quello che dice Anzani. E iniziamo dalla contrapposizione tra "centomila parole" e "centomila bambini salvati". Sì, perché "il MpV sente la vocazione ad operare nella storia, nella concretezza quotidiana, nel soccorso reale fino al limite del possibile, nella testimonianza di amore alla persona" e "non riempie scaffali e pareti di trattati e di striscioni, ma di storie aiutate, di vite salvate"; perché "ci sarà chiesto conto di ogni parola inutile".
Non so cosa faccia Anzani nel Movimento a cui appartiene: è un po' strano che un conferenziere, giornalista, giurista - insomma, uno che lavora con le parole - le metta in un angolo; a me sembra che voglia impedirci di pensare (dice, infatti, che possono pensare solo quelli che "hanno visto").
Ma noi ragioniamo lo stesso anche senza autorizzazione di Anzani: lo faremo nei prossimi commenti.

Ma, tanto per rimanere sulle "parole inutili", come non concludere con quella bellissima frase riferita alla legge 40: "proprio su alcune sue espressioni la Corte Suprema ha di recente poggiato un importante dictum sulla soggettività giuridica del concepito ancor prima della nascita". Vedete come sono importanti le parole per Anzani: quelle della legge e i dicta della Cassazione ... Peccato che quel dictum non abbia prodotto nessun effetto (appunto: parole inutili) mentre l'altro dictum - quello della Corte Costituzionale che ha eliminato il limite dei tre embrioni - quello sì, che è efficace: permetterà ai congelatori di embrioni (che già la legge 40 autorizzava ad operare) ad estendere la loro opera. Se gli embrioni morti nel 2008 sono 75.000, quanti saranno in futuro? Ne parleremo.

Giacomo Rocchi

P.S. Confesso subito: sono figlio di uno dei "quattro bastiancontrari". Mi lacrimavano gli occhi per i lacrimogeni quando il Palazzo dei Congressi di Firenze era assediato dalle femministe. Qualche mese fa un relatore ad un incontro pubblico, incontrandolo dopo tanti anni, aveva voluto pubblicamente ricordare che una sua conferenza aveva portato alla nascita del CAV di Siena. All'epoca conobbi Francesco Migliori e anche Madre Teresa; non conobbi invece Anzani: non si può avere tutto! "Integrista" e "bastiancontrario"? Da ragazzo avrei usato anche espressioni più forti: ma che padre è chi non cerca di salvare la vita di tutti i figli?