venerdì 18 gennaio 2013

Gianna Jessen testimone di speranza


Ascoltare questa giovane donna che afferma: "io non sono sopravvissuta (all'aborto salino n.d.r.) per mettere le persone a loro agio. Sono sopravvissuta per agitare un po' le acque", fa pensare a quel passaggio evangelico in cui Gesù ci ricorda di non essere venuto a portare pace sulla terra, ma una spada. (Mt. 10, 34). Spada come simbolo di divisione, come strumento che separa in due parti, che discrimina, in maniera impietosa, tra il Bene e il male. Spada che è segno di contraddizione, così come lo è stato il Cristo 2000 anni addietro. Gianna Jessen è segno di contraddizione per questa nostra società ipocrita e violenta che, nel rispetto di leggi inique, ha cercato di ucciderla al settimo mese di gestazione, bruciandola con una soluzione salina introdotta nell'utero di una madre diciassettenne  imbevuta di cultura della morte. Non sempre, però, i piani iniqui degli uomini raggiungono il loro obiettivo e quella volta il medico abortista che aveva cercato di uccidere Gianna, come aveva fatto con migliaia di altri bimbi, ha dovuto firmare il certificato di nascita con la tragica, quanto emblematica motivazione: "nata per aborto salino". La nascita di Gianna è stata, quindi, la conseguenza di una volontà omicida che non è pervenuta al suo intento finale per volere di quella Provvidenza che guida la Storia e semina il cammino dell'uomo malvagio e peccatore di richiami al pentimento e alla salvezza. Gianna è divenuta, così, suo malgrado e con grande sofferenza personale, un testimone vivente dell'iniquità della nostra società, è una sorta di reduce da quel campo di sterminio che si chiama aborto di stato, ormai praticato da quasi tutti i leviatani della terra, in ossequio al principio secondo cui è il forte che decide della vita del debole. Come tutti i reduci, Gianna ci ricorda che noi, pur sapendo o potendo sapere, quale aberrante dramma si consuma negli ospedali ogni giorno, nulla facciamo per impedirlo. Ci ricorda che il silenzio sull'aborto procurato è il primo peccato contro la Verità che mina le radici stesse delle nostre società moderne, sempre più vecchie e senza futuro, prive di quella speranza che è insita nel vagito di un figlio. 
Pietro Brovarone 
Movimento per la Vita Biella

Sarà possibile ascoltare di persona Gianna Jessenvenerdì 1 febbraio 2013 ore 21.00

Auditorium Città Studi di Biella. 
Per informazioni mpvbiella@gmail.com

Gianna di fronte al Parlamento Australiano Melbourne 2008

Promo del film 'October Baby' film ispirato sulla storia di Gianna Jessen, vero capolavoro pro-life.

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