venerdì 26 dicembre 2008

Cattivi maestri

Emile-Etienne Baulieu, inventore della RU486 (su Repubblica):
Monsieur Ru486 non porta sulla coscienza il peso di milioni di "bambini mai nati". "Anche gli spermatozoi sono vivi eppure ne vanno persi milioni senza nessun problema etico".

Quando un ovulo fecondato diventa un bambino? L'anziano medico risponde senza esitazioni. In automatico. "Ho due risposte. La prima è a partire dal momento in cui gli altri cominciano a riconoscerlo come tale. Nel caso della società a partire dalla sua nascita. Tuttavia, la seconda risposta mi sembra più precisa: tutto dipende dalla donna, dal momento in cui la donna comincia a sentire questo embrione come un nuovo essere. Quando una donna ha un ritardo, lo esprime giustamente così: "Ho un ritardo". Alcune settimane dopo, comincia a dire: "Sono incinta". Però ha bisogno di un tempo considerevole per dire: "Aspetto un bambino".

E' soggettivo. E' tutta una questione psicologica".

Forse anche la schiavitù del negri in America era tutta una questione psicologica, perché gli uomini di colore non erano riconosciuti come persone dagli altri ...

Giacomo Rocchi

3 commenti:

  1. L'assurdo dei 'ragionamenti' di Baulieu sottende quindi che rubare, ammazzare, mentire, violentare, sono tutte questioni in balia della 'psicologia' o del sentire comune del momento. Quindi non c'è alcuna verità, ma solo il pensiero istintivo della maggioranza di noi. Anzi, la verità è come una bandierina che si sposta cove tira il vento dei forti e degli egoisti....
    Speriamo per Baulieu che il sentire comune non consideri sub-persone coloro che inventano pillole velenose per uccidere i più deboli degli esseri umani, nostri figli.

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  2. Il professore ha detto anche molto altro per esempio che il viagra è 10 volte più pericoloso (fa morti) della Ru 486 e poi che l'invenzione è di quasi 30 anni fa:

    http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scienze/contraccezione/contraccezione/contraccezione.html

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  3. In effetti l'affermazione che il Viagra farebbe più morti della RU486 è paradossalmente coerente con la cancellazione dell'embrione che non è un bambino fino a quando la donna non lo "sente" come tale e che quindi, secondo Baulieu, non viene ucciso dalla pillola di sua invenzione.
    La segnalazione di Sandro Kensan, però, è importante: fa comprendere che l'opposizione all'introduzione della RU486 rischia di essere debole se non si accompagna alla continua e testarda affermazione che l'aborto è un male e che la legge che lo consente (la legge 194) è integralmente ingiusta e iniqua.
    In altre parole, se l'ottica è solo quella della tutela della salute femminile, la questione della pericolosità della RU486 si può discutere scientificamente (come implicitamente fa Baulieu); se, invece, la kill pill viene inquadrata (esattamente) come ulteriore spinta alla diffusione dell'aborto assolutamente libero e sganciato da qualsivoglia motivazione, la posizione risulta credibile e coerente.

    Giacomo Rocchi

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