mercoledì 11 marzo 2015

"Importanti mediazioni" e "principi non negoziabili"

Come sappiamo, il Parlamento Europeo ha approvato ieri la Risoluzione Tarabella, nonostante gli appelli e le migliaia di firme raccolte per convincere i parlamentari europei attenti al tema della difesa dei diritti umani, primo fra tutti il diritto alla vita, ad opporsi.

Leggiamo:
"Il Parlamento Europeo:
...AE. considerando che i diritti sessuali e riproduttivi sono diritti umani fondamentali e che dovrebbero essere presi in considerazione nel programma d'azione dell'Unione in materia di salute;
AF. considerando che la formulazione e l'attuazione delle politiche sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi sono di competenza degli Stati membri; ...
"45. osserva che vari studi dimostrano che i tassi di aborto sono simili nei paesi in cui la procedura è legale e in quelli in cui è vietata, dove i tassi sono persino più alti (Organizzazione mondiale per la sanità, 2014);
46. rileva che l'elaborazione e l'attuazione delle politiche in materia di salute e diritti sessuali e riproduttivi e in materia di educazione sessuale sono di competenza degli Stati membri; sottolinea, nondimeno, che l'UE può contribuire alla promozione delle migliori pratiche fra gli Stati membri;
47. insiste sul fatto che le donne debbano avere il controllo della loro salute e dei loro diritti sessuali e riproduttivi, segnatamente attraverso un accesso agevole alla contraccezione e all'aborto; sostiene pertanto le misure e le azioni volte a migliorare l'accesso delle donne ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e a meglio informarle sui loro diritti e sui servizi disponibili; invita gli Stati membri e la Commissione a porre in atto misure e azioni per sensibilizzare gli uomini sulle loro responsabilità in materia sessuale e riproduttiva;
48. sottolinea l'importanza delle politiche attive di prevenzione, educazione e informazione dirette ad adolescenti, giovani e adulti affinché i cittadini possano godere di una buona salute sessuale e riproduttiva, evitando in tal modo malattie trasmesse sessualmente e gravidanze indesiderate"

Silvia Costa è un politico di lungo corso: è stata eletta alla Camera dei Deputati la prima volta nel 1983 (si, sono davvero 32 anni fa!). Evidentemente consapevole della necessità di tenersi aggiornata sulle nuove tecniche di comunicazione e sulla scia luminosa del Presidente del Consiglio, ha subito commentato su Twitter il suo voto:
"Con emendamento PPE che ribadisce che sanità e diritti sessuali e riproduttivi sono competenza nazionale ho votato a favore della #Tarabella"
Successivamente ha emanato una dichiarazione non molto più lunga: 
"La competenza in materia sanitaria e di diritti sessuali e riproduttivi resta degli Stati Membri, anche se a livello europeo tali diritti vanno tutelati e promossi. Con questa importante mediazione, per la quale ho lavorato insieme ad altro colleghi del PD, ho votato a favore della Risoluzione Tarabella sulla parità tra donne e uomini nell’Unione Europea. Nel testo Tarabella così emendato si chiede di agevolare l’accesso delle donne a tali diritti ma rispettando sensibilità e legislazioni nazionali: un risultato che completa gli altri contenuti della relazione, largamente condivisibili"
Ecco qui: "Importante mediazione"
Certo, è davvero un grande risultato affermare solennemente che l'accesso alla contraccezione e all'aborto è un diritto umano fondamentale ma rimettere agli Stati membri le modalità con cui attuare questo principio ..."

L'on. Silvia Costa sa bene che la precedente bocciatura della Relazione Estrela le era stata addebitata (la Costa si era astenuta) in quanto "cattolica del PD": nell'intervista a Tempi del 13/12/2013 sosteneva di non condividere l'impostazione culturale della Risoluzione che "faceva dell'aborto un totem e lo considerava un diritto umano" e concludeva che occorreva agire 
"senza rinunciare ai propri princìpi ma nemmeno lasciandosi trasportare dagli opposti estremismi o delegando agli stati membri. Questi problemi si riproporranno di nuovo. Sarebbe utile allora prendere esempio da quello che in Italia è stato fatto con la legge sull'aborto, dove – al di là delle opinioni – c’è stata la preoccupazione di trovare un equilibrio fra diritti e realtà. La 194 è stata fatta bilanciando la garanzia dell’accesso all'aborto in sicurezza e ad alcune condizioni con la tutela della vita umana, l’obiezione di coscienza e il valore sociale della maternità".
A ognuno le proprie riflessioni. Io ne faccio due:
- evidentemente il nuovo corso del PD pretende anche (soprattutto?) dai cattolici una manifestazione palese e pubblica di "elasticità" su certe questioni; evidentemente una eventuale ricandidatura (o incarico di nomina politica) sarà possibile solo per coloro che hanno fatto vedere al capo che si sono adeguati; evidentemente non voterò candidati del genere;
- l'on. Silvia Costa provi a ripetere (o magari a scrivere su Twitter ...) "principi non negoziabili" ...

Giacomo Rocchi

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