domenica 23 giugno 2013

IL BAMBINO E GLI INTOLLERANTI IGNORANTI

Come commentare l'iniziativa provocatoria avvenuta a Bologna nella quale manifesti per l'applicazione della legge 194 sull'aborto e contro l'obiezione di coscienza nei consultori e ospedali pubblici sono stati affissi nella notte sulla sede del Movimento per la vita bolognese, l’ospedale Maggiore e il Consultorio di via Saragozza?
Leggiamo la rivendicazione: "La sede del Movimento per la vita bolognese, l’ospedale Maggiore e il Consultorio di via Saragozza, nella notte tra il 21 e il 22 giugno a Bologna, sono stati sanzionati da giovani donne impegnate a lottare per la piena applicazione della legge 194. Sulle pareti di queste strutture sono apparsi dei manifesti recanti l’immagine esplicativa  dell’embrione tanto caro ai pro-life e ai ginecologi obiettori, in nome del quale negano alle donne accesso alla pillola del giorno dopo e all’interruzione di gravidanza. Gli obiettori e i pro-life  dimenticano la centralità della decisione delle donne, che sono persone, cioè hanno ricordi e progetti futuri, relazioni e ruoli sociali, per attribuire dei finti diritti all’embrione, che ancora persona non è. L’embrione, eliminato durante le interruzioni di gravidanza ordinarie, ovvero quando non presenta nessuna delle peculiarità della donna, non può essere considerato  titolare di diritti. La legge 194 tutela le donne e non gli embrioni. E i medici del servizio pubblico non dovrebbero potersi appellare ad alcuna coscienza, dal momento che loro dovere è garantire il servizio. L’obiezione di coscienza alla legge 194 ha raggiunto nel nostro paese percentuali insopportabili. In molte regioni la via più facile per le donne abbienti è ricorrere alle cliniche private, purtroppo per le meno abbienti, spesso per le migranti, l’unica via praticabile è quella dell’aborto clandestino. Per questo motivo per noi è arrivato il momento di lottare contro chi ci vuole negare diritto alla salute e all’autodeterminazione. Pensiamo che l’interruzione volontaria di gravidanza sia un diritto di tutte le donne. Non c’è storia che tenga: obiettori di coscienza e cattolici pro life sono dei fanatici irresponsabili che vorrebbero riportare il paese indietro di 40 anni. Vogliamo che l’accesso all’ IVG sia garantito h 24 su tutta la nazione. Vogliamo il movimento per la vita fuori dai consultori e gli obiettori fuori dagli ospedali pubblici."
 Sgombriamo subito il campo dalla questione obiettori in aumento – servizio negato. La Relazione sull'attuazione della legge 194 in Emilia Romagna nel 2011, pubblicata nell'ottobre 2012, riferisce (a commento delle tabelle analitiche) che "nel 2011, come già nei due anni precedenti, si conferma un accorciamento del tempo di attesa tra il rilascio del certificato e l’interruzione di gravidanza, sia per gli interventi non urgenti che per gli interventi urgenti: nel primo caso il 14.9% degli interventi è stato effettuato entro una settimana (era 13.5% nel 2010 e 10.7% nel 2009), il 50.9% dopo un’attesa compresa tra gli 8 e i 14 giorni (stabile rispetto al 2010), il 24.9% tra i 15 e i 21 giorni (25.9% nel 2010) e il 9.3% oltre i 22 giorni (rispetto al 10.1% del 2010); nel secondo caso (IVG con certificazione urgente) l’85.6% degli interventi è stato eseguito entro i primi 7 giorni (erano 80.4% nel 2010 e 76.8% nel 2009), il 13.6% tra gli 8 e i 14 giorni e l’0.8% dei casi oltre le due settimane di attesa". Quanto alla possibilità per le donne straniere di ricorrere all'aborto volontario legale, la percentuale raggiunge ormai il 45% del totale; tra le donne straniere che hanno abortito legalmente in Emilia Romagna (provenienti da 110 diversi Paesi), il 10% non era residente nel nostro Paese. Gli aborti legali sono eseguiti in tutte le AUSL della Regione, ovviamente gratuitamente.

Quindi: ignoranza completa sulla situazione effettiva della Regione: gli obiettori non impediscono affatto un (purtroppo sempre più efficiente) servizio di aborto e nemmeno l'operatività dei consultori pubblici (a proposito: le certificazioni rilasciate dai consultori pubblici sono il 64% dei casi, in costante aumento …)
Eppure: il Movimento per la Vita fuori dai consultori e gli obiettori fuori dagli ospedali pubblici! Perché? Gli audaci provocatori sostengono che "la legge 194 tutela le donne e non gli embrioni", ovviamente ignorando che l'articolo 1 della legge 194 usa esattamente quel verbo: "Lo Stato tutela la vita umana fin dal suo inizio"; chiedono, poi, che l'accesso all'IVG sia garantito 24 ore su 24 – evidentemente ignorando che, dopo il rilascio del certificato, è previsto un termine di sette giorni e, quindi, la legge 194, di cui rivendicano la "piena applicazione", non permette affatto di eseguire immediatamente l'intervento a semplice richiesta (una domanda: gli audaci provocatori pensano che troverebbero medici non obiettori disposti ad eseguire un aborto alle 3'30 di notte?).
Davvero notevole il concetto dell'arte medica di questi "sanzionatori": i medici non possono usare la coscienza, "il loro dovere è garantire il servizio" (se la pena di morte diventasse legale, il dovere dei medici sarebbe quello di "garantire il servizio"?).

Insomma: i prolife e gli obiettori saranno forse dei "fanatici", ma almeno, oltre alla coscienza, usano il cervello …

Un merito a questi provocatori bisogna però riconoscerlo: essi hanno affisso cartelli con l'immagine di un embrione e si sono confrontati con questa immagine; naturalmente si sono rassicurati con affermazioni tassative: "L’embrione, eliminato durante le interruzioni di gravidanza ordinarie, ovvero quando non presenta nessuna delle peculiarità della donna, non può essere considerato titolare di diritti".
Notate però l'imbarazzo nel definire la posizione dell'embrione nell'aborto: esso è "eliminato" (cioè? fatto a pezzi?); ma solo nelle interruzioni di gravidanza "ordinarie" (ci sono quelle straordinarie?), quando non presenta nessuna delle "peculiarità della donna" ("peculiarità"? Quali sarebbero? E davvero l'embrione non ne presenta "nessuna"?)

Un consiglio a chi è stato vittima di questa (modesta) aggressione: lasciate quei cartelli con il bambino: guardandolo, anche degli intolleranti ignoranti come coloro che li hanno affissi qualche pensiero fastidioso ce l'hanno.

Giacomo Rocchi 

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